Tirocini, la Toscana attiva i contributi per i praticantati

Tirocinio tirocini praticantatoLa giunta regionale toscana, con deliberazione n. 376 del 27 aprile 2016, ha approvato gli elementi essenziali dell’avviso per la concessione di un contributo a parziale copertura dell’indennità corrisposta ai praticanti per lo svolgimento di tirocini obbligatori e non obbligatori finalizzati all’accesso alle professioni.

In base all’avviso, la Regione Toscana si impegna a rimborsare 300 euro mensili agli studi professionali o agli enti che attivano tirocini per almeno 500 euro mensili lordi.

Il contributo sarà di 300 euro mensili per i giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni e di 500 euro per i soggetti disabili e svantaggiati.

 

Tipologia di iniziative ammissibili

Ai fini dell’ammissibilità al contributo, il tirocinio deve essere svolto alle seguenti condizioni esplicitate di seguito.

 

Per i tirocini obbligatori:

  • il tirocinio deve essere svolto in Toscana presso la sede del soggetto ospitante (professionista, soggetto privato o ente pubblico);
  • al tirocinante deve essere corrisposta un’indennità di almeno 500 euro mensili lordi da parte del soggetto ospitante;
  • il soggetto ospitante è tenuto ad assicurare il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso i terzi;
  • il tirocinante non può essere ospitato più di una volta presso lo stesso soggetto;
  • il soggetto ospitante deve essere in regola con la normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • il soggetto ospitante deve essere in regola con la normativa di cui alla legge n. 68/1999;
  • il tirocinante non deve avere in corso un rapporto di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato con il soggetto ospitante, a meno che tale rapporto non sia consentito dall’ordine di appartenenza. Tale rapporto dovrà tuttavia essere compatibile con il mantenimento della condizione di non occupazione del tirocinante;
  • è consentita l’attivazione del tirocinio anche in assenza di dipendenti a tempo indeterminato;
  • il tutor presso il professionista può essere il titolare dello studio o uno dei professionisti associati; nel caso di soggetto privato ospitante il tutor è il titolare dell’attività; nel caso di ente pubblico il tutor è il dirigente o il funzionario individuato dall’ente stesso;
  • il tirocinio non può prevedere che il tirocinante sia utilizzato per funzioni che non rispettino gli obiettivi formativi del tirocinio stesso;
  • il tirocinio non può prevedere che il tirocinante sia utilizzato per sostituire i contratti a termine, per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire i ruoli necessari all’organizzazione;
  • ove previsto dall’ordine/collegio/albo di riferimento, il tirocinante deve essere iscritto al registro dei praticanti dell’ordine cui si rivolge il tirocinio;

Per i tirocini non obbligatori:

  • il tirocinio deve essere svolto in Toscana presso la sede del soggetto ospitante (professionista, soggetto privato o ente pubblico);
  • al tirocinante deve essere corrisposta un’indennità di almeno 500 euro mensili lordi da parte del professionista;
  • il professionista è tenuto ad assicurare il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso i terzi;
  • il tirocinante non può essere ospitato più di una volta presso lo stesso professionista;
  • il professionista deve essere in regola con la normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • il professionista deve essere in regola con la normativa di cui alla legge n. 68/1999;
  • il tirocinio deve avere una durata minima di due mesi;
  • il tirocinante non deve avere in corso un rapporto di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato con il professionista, a meno che tale rapporto non sia consentito dall’ordine di appartenenza. Tale rapporto dovrà tuttavia essere compatibile con il mantenimento della condizione di non occupazione del tirocinante;
  • è consentita l’attivazione del tirocinio anche in assenza di dipendenti a tempo indeterminato;
  • il tirocinio deve prevedere un progetto formativo vistato dall’ordine/collegio/albo di riferimento;
  • il tutor presso il professionista può essere il titolare dello studio o uno dei professionisti associati; nel caso di soggetto privato ospitante il tutor è il titolare dell’attività; nel caso di ente pubblico il tutor è il dirigente o il funzionario individuato dall’ente stesso; il tutor deve essere in possesso di competenze coerenti con gli obiettivi formativi del tirocinio attestate dall’ordine/collegio/albo di riferimento mediante apposizione del visto al progetto formativo in cui è indicato il suo nominativo e le relative competenze;
  • il tirocinio non può prevedere che il tirocinante sia utilizzato per funzioni che non rispettino gli obiettivi formativi del tirocinio stesso;
  • il tirocinio non può prevedere che il tirocinante sia utilizzato per sostituire i contratti a termine, per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire i ruoli necessari all’organizzazione;
  • ove previsto dall’ordine/collegio/albo di riferimento, il tirocinante deve essere iscritto al registro dei praticanti dell’ordine cui si rivolge il tirocinio.

 

Entità e forma dell’agevolazione

Sia per i tirocini obbligatori che per quelli obbligatori:

  • il contributo, nei limiti delle risorse disponibili, è di € 300 mensili; per i soggetti disabili e i soggetti svantaggiati il contributo e di € 500 mensili;
  • la durata massima del contributo è di 12 mesi;
  • il tirocinante deve avere svolto almeno il 70% delle presenze previste per le attività di tirocinio.

 

Le risorse stanziate a questo scopo ammontano a euro 1.000.000.

I termini e le modalità per la presentazione delle domande saranno indicate successivamente con apposita determinazione.

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