Aiuti di Stato: il nuovo Regolamento 651/2014

European CommissionDal 1° luglio 2014 è entrato in vigore il nuovo Regolamento dell’Unione Europea, n. 651/2014 relativo al regime di aiuti di Stato alla formazione.

Sono in molti a chiederci che cosa è cambiato, e il nuovo Regolamento introduce sostanziali novità per quello che riguarda la formazione continua, in particolare legata ai temi della sicurezza sul lavoro.

Il regolamento si applica agli avvisi emanati dai fondi e va a precisare le categorie di aiuti compatibili con il mercato comune.

L’importanza di questo documento è enorme se consideriamo che tutte le agevolazioni concesse dai fondi strutturali e di investimento nonché tutte le agevolazioni gestite dalle regioni e dallo stato per il periodo 2014-2020 dovranno tenere conto di questo regolamento. Nello specifico, il campo di applicazione del nuovo 651/2014 riguarda le seguenti categorie di Aiuti di Stato:

  • aiuti a finalità regionale;
  • aiuti alle PMI sotto forma di aiuti agli investimenti, aiuti al funzionamento e accesso delle PMI ai finanziamenti;
  • aiuti per la tutela dell’ambiente;
  • aiuti a favore di ricerca, sviluppo e innovazione;
  • aiuti alla formazione;
  • aiuti all’assunzione e all’occupazione di lavoratori svantaggiati e di lavoratori con disabilità;
  • aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da determinate calamità naturali;
  • aiuti a carattere sociale per i trasporti a favore dei residenti in regioni remote;
  • aiuti per le infrastrutture a banda larga;
  • aiuti per la cultura e la conservazione del patrimonio;
  • aiuti per le infrastrutture sportive e le infrastrutture ricreative multifunzionali;
  • aiuti per le infrastrutture locali.

Il nuovo Regolamento si affianca a quello già emanato a fine 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di aiuti de minimis (1407/2013), ovvero quegli aiuti che, non superando un certo importo nell’arco di un triennio, non sono idonei a falsare la concorrenza sul mercato e, pertanto, possono essere concessi dai singoli Stati senza dover attendere l’autorizzazione della Commissione U.E.

Tra le riforme introdotte segnaliamo le seguenti novità: agevolazioni concesse per investimenti materiali e immateriali ma anche per i costi relativi ai posti di lavoro creati dagli investimenti; beni usati solo se acquistati da piccole e medie imprese, le grandi aziende non potranno beneficiare del contributo su beni già utilizzati da altri; aiuti anche per i dipendenti che rilevano piccole imprese in crisi e così salvare il posto di lavoro, non sono agevolabili le aziende acquistate da persone che hanno relazioni con l’acquirente, unica eccezione se l’acquirente è un membro della famiglia del proprietario originario, o un dipendente, che rileva l’azienda, ma solo nel caso che questa sia una piccola impresa; aiuti cumulati tra di loro o con quelli de minimis a patto che il massimale raggiunto sia compatibile con gli aiuti che l’UE ritiene, che non alterino la concorrenza.

Relativamente alla formazione alla sicurezza sul lavoro, il regolamento all’art. 31, comma 2, precisa che “Non sono concessi aiuti per le formazioni organizzate dalle imprese per conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione”. All’interno di questa rientra certamente la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, derivante dall’obbligo di formazione ex art. 37 del D. Lgs. n. 81/08.

Pertanto, piani formativi inerenti la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro non potranno più essere presentati e la formazione non potrà essere finanziata.
Per quanto riguarda la presentazione dei piani tramite i conti formazione aziendali si stanno attendendo chiarimenti in merito alla finanziabilità o meno della formazione obbligatoria.
Tra le altre principali novità si segnala che il regolamento n. 651/2014 non differenzia più la formazione generale e la formazione specifica e ciò comporterà una ridefinizione del valore del cofinanziamento obbligatorio.

 

Scarica il nuovo Regolamento dal nostro sito o consultalo sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

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