Governo Renzi: le imprese ed il futuro

Confcommercio insieme a Format Ricerche ha elaborato un report in cui si presenta il favorevole livello di fiducia delle imprese per il governo Renzi e le sue riforme nell’economia. Il 55,3% delle aziende infatti mostra ottimismo per il futuro prospettato dall’esecutivo, anche se la previsione di maggioranza è che non riuscirà a rimanere in carica fino a fine legislatura (75,4%): il 32,3% ritiene che durerà più di un anno mentre il 22,4% pensa che non supererà l’anno.

Sono le PMI e le grandi imprese ad essere più positivi, mentre le più scettiche rimangono le microimprese; positivi nei settori di industria ed edilizia, mentre il terziario di commercio, turismo e servizi rimane negativo. La fiducia infine si diffonde più nel nord-ovest e nel centro, inferiore nel nord-est e nel sud.

Le imprese sperano che le riforme possano riguardare la riduzione delle tasse e della burocrazia, seguite dal taglio del cuneo fiscale, politiche per l’occupazione, spending review, riforme istituzionali e politiche. Fiduciosi anche nell’approvazione delle misure: il 66,9% delle imprese pensa che il jobs act verrà approvato, allo stesso modo delle riforme per la Pubblica Amministrazione previste ad aprile (61,1%).

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia, il 60% delle imprese è convinta del futuro miglioramento della situazione, inversamente dallo stato d’animo dell’anno precedente in cui si pensava al peggioramento.

A parte i super ottimisti che credono che la fine della crisi possa vedersi entro l’anno, la tendenza più plausibile invece conferma che la crisi non è finita e non finirà nel 2014.

A Cernobbio si svilupperanno due giorni in cui verranno affrontati i risultati dell’indagine, a Villa D’Este, insieme alla presentazione di un’altra indagine sull’andamento dell’economia e della spesa pubblica. Venerdì 21 ci sarà l’intervento del mistro del lavoro, Giuliano Poletti, mentre sabato 22 chiuderà il dibattito Pier Carlo Padoan, ministro dell’economia. Presenti anche Susanna Camusso, Luigi Agneletti e Raffaele Bonanni.

Da sottolineare la presenza degli economisti internazionali quali William Cline, Richard Baldwin, Vladimir Dlouhy, Barry Eichengreen

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