Industria 4.0: il momento di investire, agevolati

Industria 4.0Annunciato a breve dal MISE il Piano “Industria 4.0”, slittata la presentazione del 5 Agosto. Sui contenuti, il Piano è di fatto pronto. Il ministro Carlo Calenda ne ha annunciato obiettivi e visione in occasione dell’audizione alla Camera. Obiettivi: sviluppare un framework di azione per favorire gli investimenti 4.0; individuare un primo pacchetto di misure da inserire nella prossima Legge di stabilità. Ecco una sintesi delle principali agevolazioni previste. 

Sono state individuate cinque aree su cui concentrare l’azione di policy del Governo: investimenti in innovazione; fattori abilitanti; standard di interoperabilità, sicurezza e comunicazione IoT; rapporti di lavoro, salario e produttività; finanza d’impresa. 

In questo senso il governo vuole concentrare le risorse sulle misure che hanno avuto più successo, indirizzando gli strumenti di incentivazione verso le tecnologie abilitanti Industria 4.0.

 

Le misure previste da “Industria 4.0”:

Focus sulla domanda di connettività, soprattutto a quella di imprese e distretti industriali. Si intende portare una copertura a 100 Mb/s.

Bisogna poi investire nelle competenze Stem (science, technology, engineering and mathematics). Fra i fattori abilitanti vanno anche annoverati gli standard di interoperabilità, di sicurezza e di comunicazione IoT. Questi sono o potrebbero essere definiti in sede nazionale ma soprattutto internazionale.

Il piano disegna anche una nuova finanza d’impresa capace di sostenere lo sforzo di investimenti. Ciò è necessario a cogliere le opportunità di Industria 4.0 lavorando per una maggiore canalizzazione del risparmio nazionale verso gli impieghi nell’economia reale e attivando il mercato internazionale dei capitali. Questo per dare anche visibilità a emissioni di “carta italiana” (private equity, development bond, Fondo Centrale di Garanzia) su Industria 4.0.

In questa partita un ruolo centrale lo giocherà la Cassa Depositi e Prestiti. Per avviare il piano del governo sullo smart manufacturing, Cdp ha presentato al Mise un dossier con proposte ad hoc: si va dal plafond da 2 miliardi per finanziamenti bancari al bando specifico nell’ambito del Fri (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca).

La principale proposta consiste nel creare di un plafond da 2 miliardi: una provvista di scopo veicolata attraverso il sistema bancario alle imprese innovative. I finanziamenti godrebbero di un tasso agevolato grazie a un contributo in conto interessi del Mise. Si replicherebbe, in questo modo, lo schema della Nuova Sabatini dedicata ai beni strumentali tradizionali.

Contestualmente Mise e Cdp lavorano a una rivisitazione dell’Fri che attualmente dispone di 6 miliardi per finanziare, a condizioni agevolate e in tandem con le banche, investimenti alle imprese.

Altre proposte riguardano la proroga del super ammortamento al 140% per i beni strumentali. E si parla di una possibile versione potenziata dei minibond.

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