L’internazionalizzazione delle PMI in 3 semplici passi

InternazionalizzazioneL‘internazionalizzazione delle imprese, oggi più che mai, costituisce un passo molto spesso fondamentale per quelle realtà che sempre più spesso si trovano a doversi confrontare con una crescente competizione sia a livello locale che a livello mondiale oltre che con un mondo globalmente sempre più connesso.

Intraprendere un’attività all’estero consente di cogliere una serie di importanti vantaggi sia nel breve periodo (come la crescita del volume d’affari) che nel lungo periodo (come l’aumento di competitività).

Per un’azienda, internazionalizzarsi è un passo importante e portare imprese all’estero richiede un processo di trasformazione degli assetti finanziari e organizzativi che rende obbligatorio il supporto da parte di esperti qualificati.

 

Con il termine “internazionalizzazione” si intendono quei processi attraverso i quali le imprese investono sui mercati esteri, con il preciso obiettivo di conquistarvi progressivamente quote di mercato.

Internazionalizzare non significa delocalizzare. Molto spesso il processo di internazionalizzazione viene confuso con quello di delocalizzazione, ma mentre la delocalizzazione comporta il trasferimento delle unità produttive a basso valore aggiunto dal proprio mercato di riferimento verso i mercati emergenti caratterizzati da bassi costi dei fattori della produzione, l’internazionalizzazione ha come obiettivo la conquista di crescenti quote di mercato nei paesi nei quali si è scelto di investire. Le imprese che scelgono la via dell’internazionalizzazione e, quindi, aprono nuove attività produttive nei mercati emergenti che presentano maggiori potenzialità di sviluppo economico e commerciale, lo fanno non per abbattere i costi di produzione, ma per presidiare da vicino i nuovi mercati conquistando progressivamente quote di mercato rilevanti.

 

 

I vantaggi dell’internazionalizzazione

I vantaggi che l’internazionalizzazione comporta sono numerosi. Ma quali?

 

Aumento del volume d’affari. Aprirsi all’estero consente senza alcun dubbio di aprire il bacino della propria clientela di riferimento e di proiettarsi in un mercato di dimensione più ampia. Questo può garantire un aumento delle vendite, sebbene il fattore competitività mantenga una rilevanza sostanziale.

Generazione di economie di scala. La crescita della base di mercato permetterà anche di sfruttare quei vantaggi di costo connessi alla dimensione dell’azienda. La crescita della base di mercato fornirà le opportunità per poter accedere a nuove risorse finanziarie e consentirà di ridurre i costi marginali.

Diversificazione del rischio. La presenza di un’azienda su uno o più mercati esteri ripartisce il rischio su più campi e mette l’impresa maggiormente al riparo da eventuali contrazioni che potrebbero colpire specifici mercati. L’internazionalizzazione in Paesi caratterizzati da economie in espansione e quindi da una crescita della base dei consumatori, in particolar modo, fornirà un paracadute efficace in caso di problemi sul fronte interno.

Acquisizione di know-how aggiuntivo. L’internazionalizzazione non può che essere di aiuto per l’ampliamento del know-how aziendale, che costituisce un elemento preziosissimo per ciascuna attività commerciale. L’accesso a nuovi dati utili, la competizione con realtà differenti, la creazione di nuove partnership strategiche: tutto questo avrà un peso specifico importante per la maturità del business dell’azienda.

 

 

Internazionalizzare in 3 passi

Nella definizione della strategia di internazionalizzazione vanno, innanzitutto, considerate una serie di variabili che sono alla base del processo di internazionalizzazione.

Vediamo qui di seguito quali sono i passi da seguire per internazionalizzare un’impresa con successo.

 

Passo 1 – La scelta del mercato. Il primo fattore da considerare riguarda la scelta dei mercati o, comunque, dell’area geografica che intende penetrare commercialmente. L’analisi approfondita per la scelta del luogo nel quale effettuare l’investimento, infatti, rappresenta il primo step di un’impresa che si avvia lungo il cammino dell’internazionalizzazione deve effettuare.

Gli elementi oggetto di analisi sono soprattutto le principali variabili macroeconomiche che caratterizzano i mercati in un dato periodo. La crescita del prodotto interno lordo (Pil), l’andamento dell’inflazione, il trend del commercio internazionale, sono tutte variabili strettamente interconnesse tra loro, e che indicano il grado di sviluppo di un paese. Negli ultimi anni, i cosiddetti paesi in via di sviluppo (Pvs) hanno registrato dei costanti tassi di crescita, sia dal punto di vista del Pil che da quello dell’andamento del commercio estero, con un forte aumento, sia dal lato delle esportazioni che delle importazioni. A ciò si aggiunge, la costante crescita del reddito pro-capite medio delle popolazioni locali, che con il trascorrere degli anni si stanno trasformando in potenziali consumatori dalle enormi potenzialità.

Oltre alle variabili macroeconomiche che caratterizzano un determinato mercato, l’impresa deve considerare quelle variabili che potrebbero incidere sull’esito dell’investimento che si appresta a realizzare. Ci riferiamo, in particolare, alla capacità delle autorità locali di aver saputo sviluppare un ambiente favorevole agli investimenti esteri. Infatti, bassi livelli di imposizione fiscale, una ridotta burocrazia locale, il riconoscimento delle principali convenzioni internazionali in materia di diritto internazionale, nonché l’avvio di processi di liberalizzazione sia fiscale che giuridica, sono fattori che inevitabilmente hanno ricadute sulla scelta dei mercati nei quali si intende investire.

Infine, l’impresa non potrà prescindere da un’attenta valutazione del grado di sviluppo del segmento di mercato nel quale la sua produzione la colloca. Infatti, alcuni settori presentano un livello di saturazione maggiore in alcuni mercati rispetto che ad altri. Oppure, in un dato mercato si è sviluppata una particolare industria intorno alla quale ruota il suo indotto, che offre numerose opportunità alle imprese sub-fornitrici.

 

Passo 2 – La definizione degli obiettivi. L’analisi economica e giuridica dei mercati nei quali si vuole investire, non può prescindere, inoltre, dagli obiettivi che l’impresa intende perseguire con il processo di internazionalizzazione. Tali obiettivi sono strettamente connessi alle finalità che l’impresa stessa si prefigge di raggiungere e, come tali, sono influenzati dalle peculiarità della struttura e della composizione dell’azienda. L’assenza di una precisa strategia, talvolta, può incidere negativamente sul risultato finale che l’impresa vuole raggiungere. L’assenza di un coordinamento tra le attività interne e quelle esterne potrebbe infatti comportare un aumento dei costi, che, a sua volta, potrebbe annullare i profitti derivanti dall’internazionalizzazione. Inoltre, la mancanza di una precisa strategia può far sì che, una volta che l’impresa sia entrata in un determinato mercato, si trovi impreparata sulle strategie da perseguire nel breve periodo, e non sia in grado di definire le strategie necessarie per reagire agli shock che talvolta caratterizzano i mercati emergenti.

Oltre alla volontà di sfruttare le opportunità che si presentano nei mercati esteri, quello che generalmente rappresenta l’obiettivo primario dell’internazionalizzazione è la ricerca di nuovi mercati di sbocco, a causa del fatto che spesso il mercato nel quale già si opera è troppo limitato, o comunque presenta i primi segni di saturazione. La ricerca di nuovi mercati, talvolta, si presta facilmente a soddisfare gli obiettivi di crescita dell’impresa attraverso la vendita di prodotti caratterizzati da vantaggi competitivi, lo sfruttamento delle risorse e del know-how che già caratterizzano l’impresa stessa, o la volontà di sfruttare vantaggi localizzativi e derivanti dalle economie di scala.

Un’altra causa rilevante dell’internazionalizzazione delle imprese sono i bassi costi delle materie prime e della manodopera che caratterizzano la maggior parte dei mercati emergenti. L’abbattimento dei costi di produzione genera ovviamente un aumento della competitività dell’impresa, con la conseguente possibilità di adottare una strategia commerciale più aggressiva. Accanto al basso costo dei fattori della produzione, tali mercati offrono anche grandi potenzialità, sia in termini di futuri potenziali consumatori che in termini geografici. Infatti, molti di questi paesi potrebbero divenire in un futuro prossimo piattaforme logistiche e centri produttivi rilevanti per l’esportazione verso altri paesi.

Quindi, riuscire a conquistare ora quote rilevanti del mercato nel quale l’impresa si è internazionalizzata e perfezionare il livello di flessibilità e di controllo dei costi, potrebbe favorire la penetrazione oltre che nei mercati limitrofi, anche in quei mercati dove le aziende affrontano una concorrenza forte e intensa, come il mercato europeo e americano.

 

Passo 3 – La scelta delle strategie di entrata. Le strategie di entrata nei mercati esteri ruotano intorno ad una serie di elementi chiave che caratterizzano l’impresa. Innanzitutto, la scelta della strategia da adottare dipenderà in larga misura dalla specificità del business dell’impresa stessa, nonché dalle caratteristiche del segmento di mercato nel quale opera. Ciò, inoltre, sarà strettamente connesso anche con alcuni fattori contingenti l’impresa, quali il livello di tecnologie e know-how posseduto, i vantaggi dimensionali capaci di acquisire e la natura del suo processo produttivo. Nella definizione della strategia di internazionalizzazione, l’impresa dovrà poi, tener conto delle peculiarità dei suoi clienti attuali e di quelli potenziali, delle caratteristiche dei canali di distribuzione dei paesi nei quali intende internazionalizzarsi, nonché della sua capacità di coordinamento tra le varie attività produttive lungo l’area geografica oggetto della sua attività. Oltre agli elementi sopra descritti, possono essere oggetto dell’analisi di internazionalizzazione anche altri fattori, utili per tracciare le possibili strategie di entrata nei mercati esteri. Tra questi, quelli che l’impresa dovrà maggiormente considerare riguardano la scelta se implementare la strategia autonomamente o in collaborazione con terzi, il livello di coinvolgimento che vuole assumere e i costi che è in grado di sostenere. Ciò, a sua volta, sarà strettamente connesso con tutti quei fattori caratterizzanti l’azienda, quali la struttura economico-finanziaria, l’assetto organizzativo e tecnico, nonché quello dimensionale.

Uno dei fattori che l’impresa deve considerare è il grado di coinvolgimento disposta ad assumere. Ad esempio, le esportazioni, quando realizzate tramite grossisti o altri intermediari, rappresentano l’estremo all’interno delle forme meno coinvolgenti e più flessibili per operare con l’estero. Tuttavia, una tale strategia impedisce all’azienda di entrare direttamente in contatto con il mercato e con i suoi clienti. Al lato opposto, si collocano gli investimenti diretti, che necessitano di un maggiore coinvolgimento da parte dell’impresa, nonché richiedono un livello di investimenti superiore alle altre strategie. Una tale strategia, di conseguenza appare più rigida rispetto alle esportazioni, in quanto l’elevato ammontare di investimenti realizzati presuppone una certa stabilità nel tempo dell’impresa sul mercato. Gli investimenti diretti esteri, come pure le joint-venture e le forme di accordo che comportano la partecipazione diretta dell’azienda allo svolgimento delle attività, presuppongono significativi investimenti da parte dell’azienda in termini di risorse finanziarie, umane e organizzative. Le esportazioni, invece, si caratterizzano per il basso livello di coinvolgimento necessario all’impresa per realizzare l’operazione commerciale, in quanto non richiedono la partecipazione al capitale o lo svolgimento di attività in comune con i partner esteri. Infine, le strategie di internazionalizzazione possono essere distinte in base al loro grado di flessibilità. Infatti, quanto più l’investimento realizzato è grande, tanto più la strategia di entrata è caratterizzata da elementi di rigidità, poiché il disinvestimento potrebbe comportare delle perdite per l’azienda difficilmente recuperabili nel breve periodo.

 

 

In cerca di agevolazioni? Il bando internazionalizzazione della Regione Toscana

Da anni la Regione Toscana sta puntando con forza sulle misure di sostegno all’internazionalizzazione. In questo momento è attivo il bando “Incentivi all’acquisto di servizi a supporto dell’internazionalizzazione in favore delle PMI”, per la concessione delle agevolazioni a sostegno dell’export delle PMI toscane operanti nei settori del manifatturiero e a sostegno della promozione sui mercati esteri del sistema di offerta turistica toscana.

Le spese per l’acquisizione di servizi all’internazionalizzazione ammissibili all’aiuto sono riconducibili alle seguenti tipologie:

  • Partecipazione a fiere e saloni internazionali
  • Promozione di prodotti e servizi su mercati internazionali mediante utilizzo di uffici o sale espositive all’estero
  • Servizi promozionali
  • Supporto specialistico all’internazionalizzazione
  • Supporto all’innovazione commerciale per la fattibilità di presidio su nuovi mercati

I paesi che garantiranno i maggiori punteggi sono i seguenti:

  • Brasile
  • Stati dell’ex-Unione Sovietica
  • India
  • Cina
  • Stati Uniti e Canada
  • Giappone

Gli aiuti per la realizzazione dei progetti di investimento, sono concessi nella forma di contributo in conto capitale a fondo perduto, anche come voucher limitatamente alle spese sostenute con fornitori nazionali.

Il bando scade il 31 maggio 2016!

Stargate ha già raccolto numerose adesioni di aziende che intendono presentare un progetto di internazionalizzazione per accedere ai contributi.

 

Come Stargate può aiutare le imprese che vogliono internazionalizzare

A fronte dei numerosi vantaggi è indubbio che il processo di internazionalizzazione delle aziende richiede debba necessitare del giusto supporto da parte di professionisti con esperienza nel settore.

Stargate può permetterti non solo di accedere ai contributi pubblici, ma anche di contare su consulenti specialisti che potranno aiutarti nella stesura del progetto e nell’ottimizzazione della strategia aziendale.

 

Hai un progetto di internazionalizzazione? Stai valutando la possibilità di accedere ai contributi?

Non perdere l’opportunità, scrivici a info@stargateconsulting.it, un nostro consulente si metterà in contatto con te!

 

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