Legge di conversione per il Decreto Lavoro

Ministero del LavoroEntrata in vigore il 23 agosto 2013 la legge di conversione n. 99/2013 del Decreto Legge 76/2013, il cosiddetto Piano Lavoro: il testo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto 2013, recante primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti. Il testo prevede tra l’altro una serie di agevolazioni per favorire l’occupazione giovanile, tra cui incentivi ai datori di lavoro per assunzioni a tempo indeterminato e contributi per l’autoimpiego. 

Nell’articolo dedicato presentiamo i punti principali delle agevolazioni.

A cambiare sono però anche alcuni aspetti dei contratti più diffusi, soprattutto tra i giovani, che riportano indietro a prima della legge Fornero le lancette della flessibilità.

Intanto, per i contratti a tempo limitato, viene ridotto il termine di intervallo: 60 e 90 giorni diventano 10 e 20, a seconda che il rapporto fosse inferiore o superiore a sei mesi. Però, il contratto di un anno non potrà essere prorogato, a meno di una specifica delega in seguito ad accordi stipulati in azienda.

Sul fronte degli intermittenti, invece, se prima non veniva posto alcun limite di tempo sul contratto a chiamata, da oggi il tetto sarà di 400 giornate lavorative entro i 3 anni solari, oltre il quale il rapporto si trasforma automaticamente full time e a tempo indeterminato.

Nella categoria che più di ogni altra rappresenta l’universo del precariato, quella dei co.co.pro., si conferma che il rapporto non possa essere costituito per la realizzazione di compiti meramente esecutivi e ripetitivi, con tanto di definizione per iscritto degli elementi contrattuali probatori.

Arriviamo all’associazione in partecipazione, che ora impone di mettere in regola entro la fine di settembre il ricorso abusivo a questo genere di collaborazione, tramite assunzioni a tempo indeterminato o di apprendistato, secondo le direttive sindacali.

In merito proprio all’apprendistato, una delle tipologie privilegiate dalla riforma Fornero, si segnala che, dopo la conclusione dell’apprendistato per diploma professionale, questo potrà essere trasformato in professionalizzante. Entro il 30 settembre, poi, le Regioni dovranno diramare le nuove linee guida per lo svolgimento della formazione.

Scarica il testo integrale della legge n. 99/2013.

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