Mini Bond, credito alle PMI italiane

Di rientro sul finire di Agosto, presentiamo subito l’opportunità offerta dai Mini Bond, che sta lentamente prendendo piede nel nostro paese: si tratta a tutti gli effetti di titoli finanziari, nello specifico sono obbligazioni, che possono essere emessi da un’azienda non quotata. La novità emerge a seguito dell’emanazione dell’articolo 32 del Decreto Legge 83/2012 (convertito nella Legge 134/2012), dedicato a “Strumenti di finanziamento per le imprese”.
L’articolo prevede la facoltà per le PMI  (con determinati requisiti) di accedere al finanziamento di terzi mediante l’emissione di cambiali finanziarie (strumenti di debito a breve termine) e obbligazioni e/o titoli similari ed obbligazioni partecipative subordinate (congiuntamente alle cambiali finanziarie, per l’appunto i Mini Bond).

Le cambiali finanziarie e le obbligazioni che le PMI decidono di emanare possono trovare sponsor anche tra gli istituti di credito. Per tutto ciò banche e intermediari non sono soggetti ad alcun obbligo di autorizzazione, né devono accreditarsi presso l’Autorità di vigilanza. Quindi i Mini Bond delle PMI possono contare su un mercato totalmente libero. Con le mini-obbligazioni il governo (sentita la Banca D’Italia) punta a favorire lo sviluppo di un segmento del mercato dei capitali, che può rafforzare la struttura finanziaria delle imprese italiane, rendendole meno dipendenti dal credito bancario.

Da fondi, banche e Cdp sono già partite le prime iniziative di finanziamento, anche se per lo sviluppo di un vero e proprio mercato delle mini-obbligazioni saranno completate le riforme normative, e stanno nascendo in Italia, o arrivando dall’estero, investitori specializzati.

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