Toscana, Rossi presenta la nuova formazione professionale

Enrico Rossi formazione professionaleIl presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, nel corso dell’introduzione al convegno “La formazione professionale che cambia”, organizzato dall’Irpet in una affollatissima sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi a Firenze ha annunciato lo scorso 5 febbraio il quadro di indirizzo della nuova formazione professionale toscana.

 

Queste, in estrema sintesi, le linee guida: interventi che rispondano alle esigenze delle imprese più dinamiche, una formazione che dedichi grande attenzione all’occupabilità e quindi ai risultati che riesce a conseguire, una strategia che nasca dal confronto con le aziende e le forze sociali, e poi il 50% di risorse destinate alla formazione strategica, il 30% ai territori e il 20% ai voucher, cioè agli interventi a favore di singoli soggetti.

 

“Basta con le Agenzie formative che formano per se stesse senza preoccuparsi degli sbocchi occupazionali”, ha affermato Rossi. “E’ una riforma per qualificare la formazione professionale. Introduciamo un concetto nuovo: la valutazione. Alla fine del primo ciclo assegneremo alle Agenzie formative un rating, in modo da considerare migliori quelle che riescono ad occupare di più e che faranno formazione in rapporto ad obiettivi precisi. Vogliamo allocare risorse in modo più selettivo, in relazione alle strategie di sviluppo che abbiamo”.

Il presidente ha aggiunto che la Regione intende porre grande attenzione al mondo della scuola per combattere una dispersione scolastica che in Toscana è ancora molto alta. L’obiettivo è collegare meglio gli istituti tecnici e quelli professionali al mondo del lavoro, dotandoli di risorse economiche maggiori per il miglioramento dei laboratori e per l’utilizzo di docenti che vengono anche dal mondo del lavoro.

 

Il compito di rilevare i bisogni delle imprese è stato affidato all’Irpet. Gli istituti privati verranno accreditati secondo norme più stringenti e continueranno a giocare un ruolo nel nuovo sistema che sarà attento, oltre che alle esigenze delle imprese manifatturiere, anche ai servizi, che sono in forte espansione.

“Vogliamo che nessun ragazzo – ha precisato Rossi – esca dal sistema scolastico senza aver conseguito almeno una qualifica professionale e faremo in modo che le positive esperienze che esistono oggi in Toscana diventino sistema. Quello che vogliamo produrre è un cambiamento profondo e sul nostro progetto siamo disponibili ad ascoltare critiche e suggerimenti, perché i cambiamenti non sono veri se non fanno discutere e non creano resistenze. Però vogliamo cambiare, perchè se lo facciamo attendiamo effetti positivi nel rapporto tra scuola, formazione e mondo del lavoro ed una migliore possibilità di occupazione per i giovani toscani”.

Rossi ha detto anche che la nuova formazione professionale sarà articolata a livello di zone (dalle 20 alle 30 in Toscana) e che in ciascuna sarà presente un ufficio territoriale che si occuperà di formazione.

“E’ una grande sfida – ha concluso – alla quale si collega quella dei centri per l’impiego che dovranno diventare un punto affidabile a cui le imprese si rivolgono per avere addetti qualificati”.

 

Con la riforma degli Enti locali del 2014, la Regione ha assunto nuovamente su di sé le competenze amministrative e normative sulla formazione professionale e l’orientamento, passando da un ruolo di  programmazione e coordinamento allo svolgimento anche di funzioni gestionali e di controllo. Dal primo gennaio 2016 la Regione si fa carico dell’indirizzo, della programmazione, dell’intera gestione del sistema e del rapporto immediato con l’utenza.

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