UE: La sfida del bilancio 2014-2020

Parlamento EuropeoProsegue l’iter per l’approvazione del bilancio europeo per i prossimi sette anni. La strada è resa impervia dalla ricerca di un nuovo equilibrio istituzionale tra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio e dalla crisi economica che punta i riflettori sull’Europa, costituendo un banco di prova per la sua capacità di risposta.

L’approvazione del bilancio come banco di prova per il Parlamento – Con l’introduzione del Trattato di Lisbona è cambiato il quadro giuridico nel quale si inserisce l’iter per l’approvazione del bilancio europeo. Per la prima volta, il Parlamento europeo, istituzione che nel complesso meccanismo decisionale dell’Ue rappresenta i cittadini, è stato chiamato ad approvare l’intero pacchetto relativo al bilancio. Altro punto, da non trascurare, è che lo stesso Trattato prescrive per la prima volta la procedura di co-decisione anche per la definizione del bilancio della Politica Agricola Comune, prima voce dell’intero bilancio europeo. La successione degli avvenimenti degli ultimi mesi ha visto dunque un Parlamento in prima linea nella difesa delle sue prerogative e delle sue nuove competenze. Si è trattato in un certo senso anche di un banco di prova per “l’Eurocamera”, che ha approfittato dello spazio aperto da Lisbona per cercare di rafforzare la sua posizione negoziale rispetto a Commissione e Consiglio, in un’Europa in piena crisi in cui stanno prevalendo logiche intergovernative.

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Che bilancio emerge da questo negoziato ? – Il nuovo QFP soddisfa effettivamente molte delle richieste avanzate dal Parlamento europeo. Esso ha infatti introdotto un’ampia flessibilità nel trasferire i fondi non utilizzati (stanziamenti di pagamento) e gli stanziamenti di rimpegno (importi autorizzati in favore di programmi o progetti) da un anno all’altro. Sarà così agevolato il finanziamento delle politiche per la ricerca e l’innovazione, l’occupazione giovanile, l’Erasmus e il sostegno delle PMI. È inoltre stato previsto l’inserimento della “clausola di revisione” per dare alla prossima Commissione la possibilità di rivedere il bilancio nel 2016 ed adeguarlo alle nuove esigenze. Verrà poi istituito un gruppo di alto livello sulle “risorse proprie” per proseguire nella negoziazione.

Il Parlamento incassa anche l’impegno del Consiglio a risolvere la questione dei pagamenti ancora non eseguiti relativi al 2007-2013 (11,2 miliardi). I Ministri nazionali dell’economia e delle finanze prenderanno una decisione formale sul pagamento di una prima tranche pari a € 7,3 miliardi aumentando il bilancio del 2013 e decideranno all’inizio dell’autunno su una seconda tranche.

A questo punto, l’iter sul bilancio riprenderà in autunno. Il Parlamento dovrebbe votare il regolamento QFP e il nuovo accordo interistituzionale non appena saranno soddisfatte le condizioni tecniche e giuridiche necessarie per la messa a punto dei testi pertinenti.

Il Parlamento ha però già dichiarato che non firmerà una cambiale in bianco: non darà infatti il suo consenso al regolamento QFP se il Consiglio non avrà prima approvato il bilancio rettificativo del 2013 per coprire il deficit rimanente.

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