Agevolazioni per il welfare aziendale

welfare aziendaleLa legge di Stabilità 2016 ha reintrodotto la detassazione per i premi di risultato rendendola strutturale, applicabile nell’anno d’imposta 2016 e nei successivi senza la necessità di ulteriori norme o disposizioni attuative.

Il 25 Marzo 2016 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto tra loro hanno firmato il Decreto che definisce i criteri e le modalità di applicazione dell’imposta sostitutiva (10%) in caso di pagamento da parte del datore di lavoro di somme a titolo di premi e di partecipazione agli utili dell’impresa.

 

La legge di stabilità 2016 prevede, come novità, che il contratto aziendale o territoriale possa contenere la possibilità di scelta – in capo al dipendente – fra i premi di produttività, le somme ed i valori di cui all’art. 51 del TUIR comma 2 e comma 3 ultimo periodo, senza che questi entrino a far parte del reddito di lavoro dipendente.

 

Nell’immediato futuro assisteremo, probabilmente, all’aumento della contrattazione aziendale in materie di premi di risultato potenzialmente detassati, in considerazione del fatto che le agevolazioni in termini di welfare aziendale possono interessare anche il datore di lavoro in quanto tali forme di premio non sono soggette a contribuzione mentre le altre, per effetto della legge di stabilità 2016, lo sono.

 

Secondo la ricerca “Il futuro del welfare aziendale dopo la legge di stabilità 2016, il 71,4% delle aziende del campione presenta al proprio interno uno o più servizi/benefit di welfare. Quadri e impiegati sono le categorie che ne beneficiano maggiormente (oltre il 65% dei casi), mentre gli operai sono all’ultimo posto (46,7%). Se si escludono le mense/buoni basto e gli orari flessibili (storicamente più diffusi), le cinque categorie di benefit più diffuse sono: Assistenza sanitaria (42,5%) – Convenzioni e agevolazioni al consumo (35,2%) – Permessi di paternità (25%) – Benefit per lo studio dei figli (23,2%) – Smart working (22,9%).

 

Ambito di applicazione

L’agevolazione risulta essere riservata, come per il passato, al settore privato. Rientrano nell’ambito del settore privato:

  • Le agenzie di somministrazione, anche nel caso in cui i propri dipendenti prestino attività nelle pubbliche amministrazioni;
  • nonché gli esercenti arti e professioni sempreché le retribuzioni che erogano ai propri dipendenti rispondano alle caratteristiche previste dalla norma agevolata.

 

Condizione: il lavoratore deve essere titolare di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a euro 50.000 nell’anno precedente a quello di percezione comprese le somme assoggettate all’imposta sostitutiva.

 

Beneficiari: ogni titolare di reddito che non vi rinunci espressamente;

 

Misura dell’agevolazione: imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%;

Limite somme agevolabili: euro 2.000 lordi al netto dei contributi previdenziali, elevato a euro 2.500 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

 

 

Il welfare aziendale

Il Welfare aziendale costituisce un insieme di benefit e prestazioni finalizzato ad offrire ai dipendenti un paniere di “utilità”, cioè di erogazioni o prestazioni, tra le quali gli stessi lavoratori possono scegliere quelle più rispondenti alle rispettive esigenze al fine di migliorare la propria vita privata e lavorativa.

 

Tali benefit sono esclusi dal reddito di lavoro dipendente. Per questo, l’eventuale scelta del lavoratore di convertire i premi di risultato agevolati nei benefit ricompresi nel “welfare aziendale”, facoltà prevista anch’essa dalla nuova normativa, consente di detassare completamente il valore dei benefit non più soggetto neppure all’imposta sostitutiva del 10 per cento.

 

Ad oggi, quindi, al raggiungimento di un dato premio per obiettivi X, il lavoratore può decidere se ricevere il premio in denaro ed usufruire della detassazione, se sussistono i requisiti, oppure se optare per una conversione del premio in prestazione sociale che può consistere in un pacchetto di beni e servizi di welfare aziendale, senza versare su queste somme neanche l’imposta sostitutiva del 10%. In quest’ultimo caso, inoltre, sempre che si rispettino i limiti di cui all’art. 51 del TUIR, anche il datore di lavoro non pagherà i contributi oppure li pagherà agevolati.

 

Ulteriore spinta verso una maggior uso del welfare aziendale è data dalla possibilità che la scelta di usufruire dei benefit discenda non solo da una volontarietà del datore di lavoro, ma anche da disposizioni di contrattazione aziendale.

 

In conclusione il lavoratore aumenta il proprio reddito disponibile grazie alla mancata tassazione, il datore di lavoro ottiene vantaggi dalla minor contribuzione e dall’aumento della motivazione in termini di produttività e relazioni sindacali.

 

Beni e servizi erogati in sostituzione di premi

Erogazioni connotate da particolari finalità di educazione, istruzione ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto. Oltre ad essere indirizzati al lavoratore si rivolgono anche alla sua cerchia familiare, come:

–          il coniuge;

–          i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;

–          i genitori e , in loro mancanza, i discendenti prossimi; gli adottanti;

–          i generi e le nuore;

–          il suocero e la suocera;

–          i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Le opere ed i servizi possono essere messi a disposizione direttamente dal datore di lavoro o, da parte di strutture esterne all’azienda, ma a condizione che il dipendente resti estraneo al rapporto economico che intercorre tra l’azienda e il terzo erogatore del servizio.

 

ESEMPI

Esempio sintetico di quanto potrebbe essere il risparmio per il lavoratore che per il datore di lavoro in funzione delle varie scelte.

ESEMPIO 1 Premi in denaro Premio mediante denaro, beni e servizi Premio mediante beni e servizi
Denaro 1.000,00 500,00 0
Asili Nido 0 300,00 300,00
Check up sanitario 0 200,00 500,00
Borsa di studio 0 0 200,00
Imponibile (9,49%) 905,10 452,55 0
Netto in caso di detassazione 814,59 907,29 1.000
Netto in caso di tassazione normale (38%) 561,16 780,58 1.000
Costo azienda INPS 30% 1.300,00 1.150,00 1.000
Cuneo fiscale max 738,84 369,42 0

 

 

ESEMPIO 2 Premi in denaro Premio mediante denaro, beni e servizi Premio mediante beni e servizi
Denaro 1.500,00 800,00 0
Asili Nido 0 500,00 800,00
Check up sanitario 0 200,00 500,00
Borsa di studio 0 0 200,00
Imponibile (9,49%) 1.357,65 724,08 0
Netto in caso di detassazione 1.221,88 1.351,68 1.500
Netto in caso di tassazione normale (38%) 841,74 1.148,93 1.500
Costo azienda INPS 30% 1.950,00 1.740,00 1.500
Cuneo fiscale max 1.108,26 591,07 0

 

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