Decreto Sviluppo, novità start-up e assunzioni

Decreto Sviluppo

Approvate le prime modifiche nel decreto sviluppo relative alla definizione di start up innovativa e al credito d’imposta per le nuove assunzioni.

Si abbassa il tetto di spesa in ricerca e sviluppo necessario per essere considerata una start up innovativa: passa al 20%, dal precedente 30%, del maggior valore fra costo e valore totale della produzione.

Le spese in ricerca e sviluppo, in aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono:

  • per lo sviluppo competitivo e pre-competitivo quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan;
  • per servizi di incubazione forniti da incubatori certificati;
  • costi lordi del personale interno e dei consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci e amministratori.
  • spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso.

Un’altra novità riguarda le assunzioni.

Per il credito d’imposta sulle assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato previste dal Decreto Crescita  (Dl 83/2012, convertito con la legge 134/2012) –  bonus pari al 35% e spendibile fino a un massimo di 200mila euro annui per ogni impresa –  le start up hanno una serie di misure ulteriormente agevolative:

  • è applicabile anche ai contratti di apprendistato;
  • non serve presentare la certificazione di un revisore dei conti e basta un’istanza semplificata, redatta in base a principi meglio definiti da un prossimo decreto attuativo ministeriale;
  • è concesso alle start up in via prioritaria rispetto alle altre imprese, fatta salva la quota riservata alle aziende che si trovano nei territori colpiti dal sisma del maggio 2012.

Infine, ci sono poi ulteriori agevolazioni sui contratti a termine, rispetto a quelle già previste dalla prima formulazione (che prevede una serie di deroghe alla Riforma del Lavoro).

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